Associazionismo forestale : dall’analisi all’azione

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A cura di Victoria Bautista Lenkeit, Dendron

Dal piano d'azione a 13 incontri nei comuni: come WOOD4LIFE accompagna i piccoli proprietari forestali spagnoli verso nuove forme di aggregazione per gestire meglio i propri boschi.

La frammentazione della proprietà forestale non è soltanto una questione di come il territorio è suddiviso sulla carta, in molte aree rurali può infatti determinare se la gestione dei boschi sia tecnicamente ed economicamente sostenibile.

In Spagna, nella regione della Castilla-La Mancha, la presenza di piccole proprietà private fortemente frammentate può rendere difficile per i proprietari forestali pianificare interventi selvicolturali, mobilizzare il legname, accedere a risorse e servizi o partecipare in modo efficace alla filiera foresta-legno. Affrontare questa situazione rientra nel primo obiettivo specifico di WOOD4LIFE: rafforzare le forme di organizzazione collettiva che possono favorire una gestione forestale sostenibile e contribuire a contrastare la frammentazione e l’abbandono dei boschi.

Il lavoro svolto dal partner di progetto Dendron in Castilla-La Mancha ha seguito una sequenza chiara: comprendere le strutture di governance esistenti e gli ostacoli incontrati dai proprietari, tradurre questa analisi in un piano d’azione e lavorare direttamente sul territorio per trasformare la pianificazione in azione collettiva.

Partire dal territorio, non da un modello predefinito

Nella prima fase del progetto, Dendron ha coordinato le attività per la Castilla-La Mancha nell’ambito del Deliverable D3.3, «Piani d’azione per le associazioni forestali nella filiera del legno». L’obiettivo era comprendere come operano le associazioni e le altre forme di gestione collettiva già presenti, quali difficoltà incontrano e come si relazionano con il settore forestale e del legno.

Il lavoro ha unito la mappatura delle realtà esistenti a un confronto diretto con i proprietari, per leggere le differenze tra territori invece di cercare un unico modello da applicare ovunque allo stesso modo. In alcune zone esistono già associazioni da riattivare rafforzare; in altre ci sono proprietari interessati, ma non è ancora presente una struttura formale. Variano anche le risorse forestali disponibili, le priorità locali e le relazioni con gli altri attori del settore.

L’analisi ha mostrato dove l’organizzazione collettiva può contribuire a superare ostacoli concreti alla gestione forestale e di quale supporto ha bisogno ciascun territorio. Il risultato è stato un piano d’azione volto a promuovere l’associazionismo tra proprietari come strumento per migliorare la gestione dei boschi, tenendo conto anche delle opportunità legate alle risorse forestali, al legname e agli altri servizi ecosistemici, cioè i benefici che i boschi offrono alla collettività, come lo stoccaggio di carbonio o la tutela del suolo e dell'acqua.

Perché la gestione collettiva è importante

Per un singolo proprietario forestale, la frammentazione può diventare un problema di scala. Un intervento forestale tecnicamente valido su una superficie continua può risultare molto più difficile da realizzare quando la stessa superficie è suddivisa tra numerosi proprietari, perché decisioni e lavori vanno coordinati tra molte persone[ma2] . Inoltre, una piccola proprietà produce spesso troppo poco legname perché un taglio sia economicamente conveniente o perché il legname possa essere venduto a buone condizioni.

Le associazioni e le altre forme di gestione collettiva consentono di affrontare questo problema su una scala più ampia, senza che i proprietari perdano la proprietà dei propri terreni. Possono facilitare la programmazione degli interventi su superfici più estese, organizzare la vendita congiunta del legname, ridurre alcuni costi di gestione e migliorare l'accesso all'assistenza tecnica e a nuove opportunità.

Questo aspetto è particolarmente rilevante per WOOD4LIFE, che collega la gestione forestale sostenibile ai servizi ecosistemici e a una filiera in grado di destinare il legname idoneo a prodotti legnosi di lunga durata. Una proprietà eccessivamente frammentata rende più difficile creare questi collegamenti alla scala necessaria.

Dal piano d’azione al supporto diretto

Il completamento del D3.3 non ha segnato la fine del processo. Il passo successivo è stato tradurre l’analisi in azioni concrete attraverso assistenza tecnica e animazione territoriale.

Uno degli strumenti utilizzati è l’Helpdesk WOOD4LIFE , coordinato da Dendron e rivolto ai proprietari forestali e alle associazioni della Castilla-La Mancha. A seconda delle esigenze, il supporto può comprendere la revisione degli aspetti giuridici e organizzativi, una prima analisi tecnica, l’individuazione di opportunità di gestione collettiva, la definizione di un percorso operativo e la facilitazione del dialogo tra proprietari e altri attori.

Per ogni proprietario o gruppo si parte dalla situazione iniziale e dagli obiettivi, così da individuare il percorso più adatto senza imporre a tutti la stessa forma organizzativa. Un servizio di supporto, però, è solo una parte del processo: nei territori rurali colpiti dallo spopolamento serve anche essere presenti di persona nei comuni.

Tour de la Sierra: portare il piano d’azione sul territorio

Durante l’estate 2026, questo lavoro è arrivato direttamente nei comuni attraverso il Tour de la Sierra. Tra il 4 luglio e il 28 agosto si sono svolti 13 incontri, con una partecipazione complessiva di 409 persone.

La scelta del periodo risponde a una realtà comune in queste aree rurali: molti proprietari forestali vivono lontano dai comuni in cui si trovano i loro terreni e vi fanno ritorno durante l’estate. Il Tour ha permesso di sfruttare questa occasione per avvicinare WOOD4LIFE ai proprietari, illustrare le possibilità offerte dalla gestione collettiva e, soprattutto, conoscere direttamente la situazione di ciascun territorio.

Gli incontri hanno mostrato che non esiste un unico punto di partenza. In alcuni comuni vi erano proprietari interessati a costituire una nuova associazione. In altri, la priorità era coinvolgere nuovi soci o riattivare organizzazioni che avevano perso parte della loro operatività.

A Galve de Sorbe, ad esempio, l’incontro ha riunito le associazioni di proprietari di Galve de Sorbe, Villacadima, Condemios de Arriba, Condemios de Abajo ed El Ordial, interessate ad avanzare verso un maggiore coordinamento. A Beteta, l’incontro ha contribuito a rilanciare l’associazione esistente. In altri comuni, gli incontri hanno permesso di individuare proprietari interessati a organizzarsi e di definire i passi successivi per creare o rafforzare strutture di gestione collettiva.

Al di là dei numeri di partecipazione, gli incontri hanno permesso di raccogliere direttamente dubbi e ostacoli incontrati dai proprietari: come organizzarsi, cosa comporta aderire a un’associazione, come prendere decisioni in modo condiviso, quali costi implica la gestione e quali opportunità esistono per mobilizzare il legname e accedere a finanziamenti e servizi.

Queste informazioni consentono di calibrare il supporto nelle fasi successive. Alcuni territori sono pronti a dotarsi di una struttura di gestione collettiva, mentre in altri è ancora necessario proseguire il lavoro di animazione. Helpdesk e incontri in presenza si completano a vicenda: il primo offre assistenza tecnica, i secondi aiutano a capire, direttamente sul posto, dove e come questa assistenza è più utile. 

Dall’organizzazione alla gestione forestale

Creare o riattivare un'associazione è un passaggio importante, che apre la strada al vero obiettivo: fare in modo che queste strutture facilitino decisioni condivise, promuovano una gestione attiva dei boschi, favoriscano la vendita del legname e mettano in contatto i proprietari con le opportunità della filiera foresta-legno e dei servizi ecosistemici.

Gli incontri del 2026 rappresentano quindi un punto di partenza per trasformare l’organizzazione collettiva in gestione forestale effettiva. È questa la transizione che WOOD4LIFE sostiene in Castilla-La Mancha: dalla frammentazione della proprietà a una maggiore capacità di azione collettiva e, progressivamente, dall’organizzazione dei proprietari alla gestione attiva dei loro boschi..

 

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